Quando il popolo degli Ald, incolto e amante della guerra, conquistò la splendida città di Ansul, tutte le biblioteche e i tesori della conoscenza delle epoche passate vennero profanati e distrutti. L’atto della lettura e quello della scrittura furono vietati, resi punibili con la morte: gli Ald credono infatti che nelle parole si nascondano demoni terribili. Il Mastrodivia, l’ultimo custode della memoria collettiva, fu imprigionato e torturato per anni… Ma non è stato annientato: la sua vita ha ancora uno scopo. Per la diciassettenne Memer, figlia delle violenze di quell’invasione, Ansul è casa, rifugio sicuro, e il Mastrodivia molto più di una guida fidata. E un giorno, quando il più famoso narratore di tutti i tempi, Orrec di Caspromant, e sua moglie, Gry di Roddmant, giungono in città, accompagnati dalla loro fiera leonessa Shetar, le cose finalmente iniziano a cambiare. Questa è la loro storia, la storia di un popolo conquistato che brama la libertà. Dalla magica penna di Ursula K. Le Guin, una storia di crescita e di resistenza. Un inno alla parola e al suo potere, di una devastante e lucida attualità. Età di lettura: da 12 anni.
Ursula K. Le Guin (Berkeley, 1929 – Portland, 2018) ha iniziato a inventare storie fin da bambina, ed è divenuta famosa nel 1969 vincendo sia il premio Nebula sia il premio Hugo per La mano sinistra del buio. La sua fama è legata soprattutto alla saga di Terramare, che l’ha resa indiscussa regina del genere fantasy. Anarchica e femminista, è anche una delle rare esponenti della fantascienza utopica contemporanea, ma soprattutto una scrittrice capace di toccare temi profondi e attuali, dai diritti civili, al pacifismo, all’ambiente. Per i suoi libri ha ricevuto decine di premi.