Dopo milleduecento anni di dominio degli shing, il pianeta Terra è regredito a uno stato di barbarie,la memoria dell’età d’oro della Lega di Tutti i Mondi è ormai spenta. Le sparse comunità umane hanno perso ogni abilità e conoscenza, non ricordano la loro storia e vivono prigioniere di un’illusione collettiva, la Menzogna, con cui gli shing li tengono soggiogati. In questo scenario didecadenza appare Falk, un essere senza passato. Ha la pelle ambrata e gli occhi felini. È un alieno? Un mutante? O l’ennesimo inganno del nemico? Non lo sa, e per scoprirlo dovrà raggiungere la mitica città di Es Toch. Sarà un viaggio attraverso foreste e macerie, popolazioni bellicose o diffidenti, ma soprattutto un’odissea interiore alla ricerca della propria identità perduta e della chiave per salvare la civiltà terrestre. Con La città delle illusioni (1967), terzo capitolo del Ciclo dell’Ecumene, Ursula K. Le Guin firma un’opera visionaria che esplora i confini tra percezione e realtà, verità e menzogna.

Ursula K. Le Guin (Berkeley, 1929 – Portland, 2018) ha iniziato a inventare storie fin da bambina, ed è divenuta famosa nel 1969 vincendo sia il premio Nebula sia il premio Hugo per La mano sinistra del buio. La sua fama è legata soprattutto alla saga di Terramare, che l’ha resa indiscussa regina del genere fantasy. Anarchica e femminista, è anche una delle rare esponenti della fantascienza utopica contemporanea, ma soprattutto una scrittrice capace di toccare temi profondi e attuali, dai diritti civili, al pacifismo, all’ambiente. Per i suoi libri ha ricevuto decine di premi.